Quando la medicina sostituisce Dio

Finalmente il progresso ci ha portati ad uccidere un ragazzo perché era malato terminale e sofferente oltre ogni possibile livello di sopportazione. Queste sono le uniche cose che sappiamo della prima eutanasia infantile al mondo, almeno la prima in Europa, almeno la prima in Europa dal 1945, come ricorda l’amico Camillo Langone.

Non mi ha stupito, o meglio, mi ha stupito che ci siano ancora persone che si stupiscono. Tutto sommato è solo un piccolissimo passo di un percorso che oramai non potrà che terminare nel profondo baratro della morte fatta in casa, accessibile a tutti, praticabile da tutti, con immenso sollievo delle casse degli stati che si vedranno alleggeriti pian piano delle voci più onerose della spesa sanitaria, le cure per gli anziani e l’assistenza ai malati terminali.

Senza contare che piano piano anche molte voci di bilancio dedicate alla ricerca (non in Italia ovviamente, dove le sovvenzioni alla ricerca scientifica tutta, si aggirano intorno ad un valore pari a quello del cartellino di un giocatore di calcio) potrebbero venire destinate ad altro, se e quando l’eutanasia entrasse a fare parte attiva dei ricettari medici.

Presto in ambulatorio sarà possibile vedersi prospettare questo tipo di soluzione ai nostri problemi di salute: «Signora, qui c’abbiamo un bell’eritema solare, bisognava che si proteggesse di più. Adesso le dò una bella crema da applicare due volte die per una settimana, oppure se proprio pensa di non reggere il dolore c’è sempre una bella eutanasia veloce veloce».

Vi sembra che stia esagerando? Allora andate a leggere la storia di Gaby, madre di due adolescenti, uccisa per problemi di udito. E’ ovvio che quando si parla di dolore e malattie, visto che ognuno di male sente il proprio, non si può stare a fare una lista di sopportabilità. La parola di ogni malato diventa legge e visto che i manicomi non sono più presi in considerazione, se uno ti chiede di essere ammazzato perché non sopporta di vedere le chiazze rosse sulla pelle, lo devi accontentare.

Anche perché quando non hai più nulla in cui credere, quando la tua vita non è la vita di una creatura che rende merito della sua esistenza ad una qualunque entità superiore, quando si vive spogli di qualunque spiritualità e gli unici su cui possiamo fare affidamento siamo noi, nel momento in cui noi veniamo ad essere menomati, non abbiamo più niente a cui aggrapparci. Le nostre malattie invalidanti diventano il preludio della fine di tutto e questo ci rende la sofferenza insopportabile poiché appare solo come l’inutile agonia di un viaggio che non porta da nessuna parte.

In questi frangenti l’unica speme viene dalla scienza. In un modo tanto ovvio quanto assurdo, visto che l’uomo non può in alcun modo non cercare soluzioni ai suoi problemi e risposte alle sue domande, la scienza medica ha sostituito Dio e l’organizzazione mondiale della sanità è la sua chiesa. Si è venuta così a creare una religione scientista i cui dogmi di fede sono i limiti stessi della scienza e quindi quelli degli uomini che la studiano e ne proclamano il verbo.

Come dopo la liturgia si proclama il viatico: “La Messa è finita, andate in pace” e i fedeli rispondono “Rendiamo grazie a Dio”, adesso parallelamente negli studi dei santoni della scienza medica si pronuncia: “La terapia è finita, non c’è più niente da fare” e nuovi adepti del culto rispondo “Prendiamo l’eutanasia”. Sì perché ai vecchi, oscurantisti, medievali e retrogradi dogmi della Chiesa cattolica, adesso si sono semplicemente sostituiti i dogmi della scienza, che l’unica cosa di diverso che hanno è che invece di appartenere al mondo metafisico, tutto sommato apparentemente ignorabile, appartengono ad un mondo fisico che impatta notevolemente con l’esistenza di ognuno di noi. Voglio dire, che la Madonna sia stata concepita senza peccato originale, che io ci creda o no, non mi cambia la vita, almeno sul momento, ma se la medicina mi dice che io non posso guarire perché non c’è cura, quello sì che mi cambia.

Ecco, oggi in mancanza della speranza nella Provvidenza, non resta che la sudditanza alla conoscenza, totalizzante e limitata, degli uomini. Fa impressione come la nostra società sia disposta a pronarsi ed accettare come immutabile il giudizio, finito e limitato, di una commissione medica e però non si lasci la libertà, neanche per un minuto, di aver compassione di sé stessa e abbandonarsi alla fede nel Creatore, Onnipotente e Infinito.

Come potranno mai sentirsi, i genitori di quel ragazzo semmai un giorno dovessero imbattersi in uno di quei tanti miracoli di guarigione? Si domanderanno se per caso in quel lontano settembre del 2016 non siano stati troppo precipitosi? Avranno sensi di colpa? Si perdoneranno di aver scelto di prendere decisioni su qualcosa che in realtà non era di loro stretta competenza? Verranno mai delusi dalla religione che hanno scelto di seguire?

Perché a questo punto, parlando di medicina e di psicologia, di religione si tratta, in tutto e per tutto, vi si aderisce per nascita, peggio che con un battesimo, solo perché si nasce in un certo territorio detto “occidentale” o “occidentalizzato”. Vi si cresce, immersi nella convinzione che quello che arriva dai “sacerdoti”, quelli che vengono comunemente chiamati “gli esperti”, una sorta di gruppo anonimo che però gode di grande considerazione presso i media che danno ai loro editti grande risonanza, sia la verità. Ma soprattutto, muore, quando questa non riesce ad operare i miracoli di guarigione.

Ne ha assunto così tanto i connotati che addirittura c’è chi ne contesta l’autorità, esattamente come succede per le religioni “tradizionali” come il cattolicesimo, tant’è che iniziano i primi “sbattezzi” anche per essa: ci sono infatti gruppi che iniziano a non gradire più le vaccinazioni. Altri ne escono dopo aver sperimentato altre strade, come la giovane donna morta di cancro qualche settimana fa che, ancora minorenne, con l’appoggio dei genitori, ha scelto le cure provenienti da una medicina alternativa, piuttosto della più gettonata terapia oncologica classica.

Sia chiaro, lungi da me criticare l’operato dei nostri medici e dei nostri dottori. Vivremo pure sommersi dai messaggi che ci raccontano la malasanità, il clientelismo, l’assenteismo, ma confido che chi sceglie questo mestiere sia ancora, nella maggior parte dei casi, una persona con una marcia in più (anche se mi sento di escludere chi gode a “frullare i bambini”), però è del sistema che ho paura.

Ho paura che un giorno i nostri medici saranno messi nella condizioni di non poter continuare ad esercitare il loro mestiere secondo la loro più nobile vocazione, ma che il nuovo clero laicista e liberista li costringa a compiere atti efferati come quello di uccidere per non far soffrire, gli uomini, come gli animali.

Pensiero Profondo Written by:

Pensiero Profondo è un calcolatore gigantesco programmato da una razza di esseri superintelligenti e pandimensionali per trovare "la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto". Dopo sette milioni e mezzo di anni di elaborazioni, Pensiero Profondo fornisce la Risposta alla Domanda fondamentale. La risposta è 42, argomentando come segue: "42", in realtà, è una risposta buona quanto un'altra. Il vero problema è: qual è la Domanda fondamentale? Nessuno, infatti, si è preso la briga di fare al megacomputer la Domanda giusta...

4 Comments

  1. riccardo
    21 settembre 2016
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    Un solo appunto per “conoscienza”…

    • 22 settembre 2016
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      Grazie.
      L’ignoranza è dura a morire.

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